Tutti gli artisti fanno parte di GREY AREA, un progetto ideato da Kyle DeWoody e Manish Vora per promuovere l’arte. GREY AREA offre agli artisti un luogo d’incontro in cui poter esplorare nuove idee e farsi conoscere da un pubblico più ampio attraverso collaborazioni, partnership e location esclusive. Per saperne di più

 

Miky Fábrega

1. Da dove vieni?

Vengo dalla giovanissima e tropicale Repubblica di Panama in America Centrale. Quando hai iniziato a dipingere?

Dipingere, disegnare e creare sono attività che hanno da sempre fatto parte della mia vita. A scuola hai studiato arte o pittura? E dove?

Sono andato all’università per studiare marketing e economia, perché fare l’artista nel mio Paese era impensabile. Così, ho capito che dovevo semplicemente crearmi il mio percorso. Dopodiché, ho integrato le mie conoscenze seguendo molti corsi in tutto il mondo, tra cui uno nel cinema, alla Central Saint Martins, che ha avuto un forte impatto sulla mia vita. In generale, direi che ho imparato l’arte studiando e imparando molte cose diverse.

4. Descrivici il tuo stile artistico ed estetico e i materiali che preferisci utilizzare.

Date le mie origini centro americane utilizzo colori molto accesi e dato il mio background in campo pubblicitario conosco la potenza e la carica erotica delle immagini. Adoro dipingere figure femminili anche se le mie ultime opere sono più astratte ed espressioniste. La scelta del materiale dipende da cosa voglio comunicare. Adoro tutti i tipi di carboncino e di acrilico ad acqua, ma ho utilizzato molte altre tecniche diverse. Credo che crescendo e sperimentando si possano provare nuove cose. Raccontaci la tua esperienza pittorica durante la presentazione della nostra collezione autunnale. Quanto la presentazione dal vivo ha influito sul tuo lavoro? E in che misura ha rappresentato una sfida?

È stato fantastico! Beh, come dicevo prima, adoro dipingere figure femminili, c’è qualcosa di molto classico e di magnifico nel farlo. Quindi, ero al settimo cielo! Avere Andreea Diaconu e Hanne Gaby Odiel in posa per me mentre sorseggiavamo drink è stato semplicemente divino. La sfida era non distrarsi, mi voltavo, vedevo Anna Wintour o Jeff Koons e pensavo, mmmh devo sapermi comportare. Ma è stata un’esperienza davvero fantastica, adoro Stella Mccartney, per cui sono davvero molto fortunato.

6. Qual è la tua più grande fonte di ispirazione?

La vita, le persone, la lotta per l’appartenenza e la ricerca dell’identità. Tutto ciò si ritrova sempre nelle mie opere. Anche la meditazione è diventata una parte molto importante del mio processo creativo… Mi sono semplicemente ispirato al fatto che la vita è bellissima e in continua evoluzione.

7. A quali altri progetti stai attualmente lavorando? Hai altre mostre in vista?

Ho esposto le mie opere a Miami per la fiera Art basel, a New York, a Los Angeleles e in Costa Rica è prevista una mostra tra un paio di mesi. Ma questa è l’arte. Sono anche un imprenditore sociale e creativo. Sono appena stato invitato a far parte dell’organizzazione Central America Leadership Initiative e ne sono molto onorato. Questo mi porterà in giro per il mondo ad incontrare persone straordinarie e Diablo Rosso, il laboratorio di idee con cui collaboro, che propone un nuovo e straordinario concetto di arte in tutto il mondo. Ah, stiamo per aprire un hotel Diablo Rosso!! L’altra sera ho organizzato un’enorme cena spettacolo e arte con il genio culinario Michael Cirino… Questo è quello che abbiamo realizzato adesso e che realizzeremo nei prossimi sei mesi, ma abbiamo molti altri progetti in programma.

 

John Gordon Gauld 

1. Da dove vieni?

Bella domanda. Me lo chiedono spesso…

2. Quando hai iniziato a dipingere?

Ogni volta che dipingo sembra come la prima volta. Sono sempre un principiante. Imparo costantemente a dipingere.

3. A scuola hai studiato arte o pittura? E dove?

Alla Rhode Island School of Design.

4. Descrivici il tuo stile artistico ed estetico e i materiali che preferisci utilizzare.

L’estetica per me è prendere un’opera d’arte di un grande maestro, metterla a bagno nel canale Gowanus per una settimana, asciugarla, spegnerci sopra una sigaretta e utilizzarla come tavolo basso. Non vorrei limitarmi a uno stile specifico perché è sempre in evoluzione. Ma potreste dirmi che sto reinventando l’arte dell’appropriazione. Penso molto ai materiali. È una delle cose più importanti per me. Sono piuttosto degli ingredienti: le uova, l’olio, la terra e i minerali.

5. Raccontaci la tua esperienza pittorica durante la presentazione della nostra collezione autunnale. Quanto la presentazione dal vivo ha influito sul tuo lavoro? Ha rappresentato una sfida?

Ero emozionato all’idea della presentazione. Avevo dipinto le modelle dal vivo molte volte ma il fatto che ci fosse il pubblico era emozionante. Questo mi ha incoraggiato a velocizzare il lavoro. Eppure mi piace pensare che l’artista non sia né un intrattenitore né un dottore.

6. Qual è la tua più grande fonte di ispirazione?

Stella McCartney

7. A quali altri progetti stai attualmente lavorando? Hai altre mostre in vista?

Ho sempre moti progetti top secret in serbo. A novembre ho in progetto una mostra al Morris Museum in New Jersey e una da solista al Salomon Contemporary di New York. La galleria avrà un nuovo e grande spazio e sono veramente emozionato per questo.

 

Catherine Delphia

1. Da dove vieni?

Vengo da Pittsfield, Massachusetts, nella contea di Berkshire.

2. Quando hai iniziato a disegnare?

Ho iniziato a disegnare da piccola. Di solito collezionavo gli oggetti che trovavo provando a disegnarli così come apparivano, dagli insetti alle foglie, dai sassi ai ramoscelli.

3. A scuola hai studiato arte o pittura? E dove?

Ho studiato arte a scuola. Mi sono laureata in Belle Arti con indirizzo in Disegno e Design. Ho anche studiato Anatomia e Biologia per poi specializzarmi in Illustrazione Medica all’Università di Medicina Johns Hopkins.

4. Descrivici il tuo stile artistico ed estetico e i materiali che preferisci utilizzare.

Il mio stile artistico ed estetico è orientato al disegno classico, principalmente in bianco e nero. Preferisco la qualità del tratto e la varietà di sfumature del carboncino e della grafite e mi piace abbinarli a carta colorata invecchiata e pastelli come elementi secondari.

5. Raccontaci la tua esperienza pittorica durante la presentazione della nostra collezione autunnale. Quanto la presentazione dal vivo ha influito sul tuo lavoro? Ha rappresentato una sfida?

Ho pensato che fosse molto emozionante. Mi ricordava quando frequentavo i corsi di disegno anatomico, ma più alla moda e con molta più energia. C’era molto movimento tuttintorno, è stata una sfida alla natura spesso statica del disegno anatomico. Eppure ho capito che, quando stavo per dare il tocco finale, avevo una conoscenza maggiore dei soggetti.

6. Qual è la tua più grande fonte di ispirazione?

La luce. Cerco sempre di catturare il modo in cui la luce avvolge gli oggetti, la sottile e delicata transizione del suo movimento tra le ombre e l’impatto delle sue forme sfumate in contrasto tra loro.

7. A quali altri progetti stai attualmente lavorando? Hai altre mostre in vista?

Ho un paio di progetti in programma, ciascuno dei quali esplora i temi dell’arte e dell’anatomia. Uno di questi è una collezione di disegni animali su vasta scala ispirati alle antiche mappe del corpo umano. Continuerò anche a realizzare ritratti di figure umane e di oggetti e mi piacerebbe iniziare ad esporre questo inverno.